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APRITE QUELLA FINESTRA!

Il modello concepisce ciascuno di noi come formato da 4 parti: area pubblica, area privata, area cieca e area ignota. L’area su cui vorrei ci concentrassimo è la nostra area cieca, ossia quella parte di noi di cui non siamo consapevoli, ma che, al contrario, gli altri colgono e osservano.

Un titolo di un noto thriller recita “Non aprite quella porta”. Il messaggio è chiaro e fa intendere che i protagonisti incorreranno in un certo pericolo, se non si attengono all’imperativo. Ecco, nell’area dello sviluppo personale potremmo mutuare questo imperativo e trasformarlo in “Aprite quella finestra”. E di quale finestra stiamo parlando? Nello specifico: parliamo del modello di finestra di John Luft e Harry Ingram, meglio conosciuta come finestra di Johari (dalle iniziali dei 2!).

Il  modello concepisce ciascuno di noi come formato da 4 parti: area pubblica, area privata, area cieca e area ignota. L’area su cui vorrei ci concentrassimo è la nostra area cieca, ossia quella parte di noi di cui non siamo consapevoli, ma che, al contrario, gli altri colgono e osservano.

Perché l’area cieca è così interessante? Perché è l’area in cui abita il feedback, il prezioso strumento che quando costruttivo ci consente di crescere e svilupparci, di nutrirci- per conservare l’etimologia del termine- di tutto ciò che da noi nasce e si trasforma.

Nella nostra cultura organizzativa, il feedback e la consapevolezza di quanto possa essere un dono sono ancora rari. Quando però qualcuno vi restituirà qualcosa su di voi che non riconoscete, non rifiutatelo immediatamente ma ricordatevi l’immagine qui inserita, che evidenza come vi stia aiutando a restringere la vostra area cieca.

Insomma, non abbiate paura di aprire in voi porte, finestre, ingressi: solo in spazi aperti (mentalmente ed emotivamente) può arrivare la luce!

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